|
Bruno
|
![]() |
||
|
Mis en ligne sur le site web brambilla.net, le 22 Janvier 2001 Umts: per i francesi è a rischio flop La prossima asta per i telefonini 3G preoccupa gli esperti transalpini Oggi in Italia esistono oltre quaranta milioni di telefoni cellulari, e la carica dei portatili con tecnologia Gsm è arrivata ovunque nel mondo occidentale. Ma che sarà di questo sistema di comunicazione adesso che sono in arrivo il più sofisticato Gprs e, successivamente, l’Umts? Prova a dare una risposta (non proprio positiva) l’Institut national des télécomes, in Francia. Entusiasmo alle stelle per l’arrivo delle nuove meraviglie tecnologiche che renderanno il telefonino una sorta di computer portatile tascabile? I francesi smorzano decisamente l’euforia. E in un articolo pubblicato sul quotidiano Le Monde spiegano perché. In teoria, dunque, il nuovo Umts dovrebbe essere una vera meraviglia della tecnica. Ma in realtà... Finora servirsi del Gsm costa ai francesi poco meno di 200 franchi (60mila lire) al mese. L’Umts costerà 800 franchi (210mila lire), almeno in una prima fase, secondo Bruno Salgues, ricercatore dell’Institut. Accetteremo dunque di abbandonare il caro, vecchio, ed economico Gsm, che fa così bene i suoi servizi voce, per un oggetto più pesante, che offrirà la connessione a Internet di cui già disponiamo sul pc a casa e in ufficio? Senza contare che gli europei vengono da una prima esperienza di Internet mobile decisamente negativa, quella del Gsm-Wap. Avremo dunque bisogno dell’Umts, come ne abbiamo avuto del Gsm? Tutti gli operatori europei di telecomunicazioni impegnati per ottenere una licenza (ogni paese dell’Unione europea ne concede fra tre e sei) sono spinti a imporre l’innovazione tecnologica al mercato. La Commissione europea ha infatti invitato i responsabili delle telecomunicazioni nazionali a deliberare le licenze da qui al 2002 (l'Autoritè de régulation des télécoms, l’Art, deve designare i quattro futuri operatori Umts francesi entro il primo giugno 2001). «Tuttavia, la Fcc (Federal Communications Commission, equivalente americano dell'Art) non ha fissato alcun termine temporale agli oepratori americani. Penso che all’origine di questa pressione ci sia una volontà politica di dire: noi siamo in anticipo sugli americani con il Gsm, conserviamolo con l’Umts” , fa notare Dominique Roux, dell’Art. Gli operatori stanno muovendosi in questa direzione perchè realizzare questa tecnologia costerà loro molto caro. Solo ottenere la licenza costringerà gli operatori europei a sborsare circa 950 miliardi di franchi (quasi 300mila miliardi di lire), secondo la Banca di Francia. E ancora i quattro candidati francesi dichiarati, France Télécom, Cegetel, Bouygues Telecom et Suez-Lyonnaise des eaux, riusciranno a non dover strappare la loro licenza all’asta a suon di miliardi, come è stato il caso nel Regno Unito e in Germania l’anno scorso? Ogni rete Umts dovrebbe costare circa 13 miliardi di euro (quasi 26mila miliardi di lire), secondo Lars Godell, specialista del settore all’istituto di ricerca Forrester. Infine, gli operatori stanno per trovarsi in una delicata situazione di concorrenza. Dovranno dapprima risolvere la competizione con il Gprs, che, permettendo anche la connessione mobile a Internet, rischia di fare ombra sull’Umts. Gli operatori dovranno poi trasportare la voce e i dati sui mobili con nuovi sistemi: i “traghettatori”, i fornitori di accesso a Internet, i provider, i portali di contenuti. Lars Godell al riguardo lancia il suo commento apocalittico: "Nessun nuovo operatore Umts sopravviverà dopo il 2007... Perfino gli operatori dominanti avranno qualche difficoltà... Solamente cinque fra di loro dovrebbero poter tenere in Europa, tra cui Vodafone, T-Mobil, France Télécom-Orange et BT-Cellnet". Gli operatori comunque non moriranno: al massimo si faranno acquisire. Il settore pubblico verrà in loro aiuto, moltiplicando le facilitazioni fiscali, come ha appena fatto il governo francese. Per adesso, gli operatori non si espongono più di tanto. Ma quando, il 31 gennaio (giorno di inizio dell’asta francese per la concessione delle licenze Umts), i loro dossier di candidatura saranno alla sede dell’Art, allora dovranno arricchire di dettagli di lusso il servizio che staranno per lanciare. E che, nei loro progetti, dovrebbe invadere il mercato. (22 gennaio 2001 - 12:42).
|
|||